“L’esercizio di fatto dei poteri direttivi” (art. 299 Dlgs 81/08) determina la figura del Dirigente; come avviene anche per il Preposto.
Il dirigente ai fini della sicurezza, il cosiddetto “dirigente prevenzionistico” che si badi bene non è necessariamente quello funzionale da contratto di lavoro, deve essere formato a norma di legge affinché possa svolgere adeguatamente i suoi compiti e le sue attribuzioni così ben delineate dall’art. 18 dell’81/08.
La formazione del Dirigente, stante l’alto e particolare profilo, comprende in aggiunta agli aspetti normativi, giuridici e tecnici, anche un’importante parte dedicata alla comunicazione (vai scheda specifica).
I moduli previsti sono 4, ciascuno di 4 ore per un totale pari a 16 ore, riguardanti aspetti e temi rispettivamente in ambito:
- giuridico normativo
- organizzazione e gestione
- valutazione dei rischi
- comunicazione e consultazione
Il credito formativo ha validità quinquennale e alla scadenza del periodo l’aggiornamento previsto è pari a 6 ore
Il preposto viene automaticamente individuato dalla legge, la quale parte dalla effettiva organizzazione del lavoro in azienda e dalla posizione gerarchica che alcuni lavoratori hanno su altri soggetti aziendali “sottoposti”.
In altre parole, una volta che il datore di lavoro ha deciso come organizzare la sua attività con alcune funzioni aziendali sovraordinate ad altre, automaticamente si crea la figura del preposto, indipendentemente dalla formalizzazione dell’incarico.
Ecco perché assume ancor maggior rilievo l’aspetto formativo per il preposto che è necessario maturi la sensibilità e la giusta consapevolezza del suo ruolo e dei suoi compiti.
Il corso relativo è quindi declinato sulla base di 8 ore che devono essere previste “in aggiunta” alla formazione lavoratori qualunque essa sia (basso, medio o alto rischio)
Il credito formativo per il preposto ha validità quinquennale, alla scadenza del quale l’aggiornamento previsto è pari a 6 ore.
Come è noto, all’atto della costituzione del rapporto di lavoro il lavoratore deve essere adeguatamente informato (sapere) formato (saper essere) e qualora lo richiedano mansioni svolte e le attrezzature utilizzate, anche specificamente addestrato (saper fare).
Per quanto riguarda la formazione, ben evidenziata dal D.Lgs. 81/08 che dice “cosa fare”, essa viene poi opportunamente declinata dagli Accordi Stato Regioni che dicono poi “come fare”, articolando diversi percorsi formativi in funzione dei rischi aziendali (basso - medio - alto), modulando di conseguenza la durata dei corsi e gli argomenti da trattare.
I corsi per il rischio basso (inteso come il rischio derivante dalle mansioni cui è occupato il lavoratore) hanno durata pari ad 8 ore (4 ore di formazione generale e 4 ore di formazione specifica); per il rischio medio le ore complessivamente salgono a 12 (4 ore di formazione generale ed 8 ore di formazione specifica) ed infine per il rischio alto le ore passano a 16 (4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica).
La formazione così strutturata, indipendentemente dal profilo di rischio, ha durata quinquennale al termine della quale l’aggiornamento previsto è pari a 6 ore.
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è la figura tenuta a rappresentare tutti coloro che prestano attività lavorativa in azienda per quanto concerne gli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro e viene eletto direttamente dai lavoratori (o designato dalle rappresentanze sindacali qualora presenti).
La centralità della figura del R.L.S. è ribadita anche dal percorso formativo previsto dalla Legge che deve fornire al Rappresentante dei Lavoratori preparazione necessaria sia a gestire i rapporti con i lavoratori che ad affrontare tutte le questioni attinenti gli aspetti prevenzionistici.
Il corso di formazione per R.L.S. risulta articolato in 32 ore di cui 12 ore dedicate alla formazione in materia di rischi specifici esistenti nel luogo di lavoro ove si svolge la funzione (requisito questo inderogabile).
La validità della formazione è annuale e l’aggiornamento è pari a 4 ore per le realtà con meno di 50 lavoratori e 8 ore per le aziende che superano questa soglia.
È il decreto ministeriale del 10 marzo 1998 che all’allegato 7 specifica chiaramente che in tutti i luoghi di lavoro il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire ai propri lavoratori una adeguata formazione sui principi di base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio. Rimandando al seguente allegato 9 la definizione del contenuto dei corsi sia in tema di teoria che per quanto riguarda le eventuali esercitazioni pratiche di spegnimento.
A oggi il riferimento può apparire datato, ma è ancora l’unico in materia.
Il D.Lgs. 81/08 pone in capo al datore di lavoro, in tutti i luoghi di lavoro indipendentemente da dimensione o settore di attività, l’obbligo di formare un numero sufficiente ed “adeguato” di lavoratori addetti al primo soccorso.
Il riferimento operativo, per far ciò, è il Decreto Ministeriale 388 del 2003, che declina l’obbligo di designare e formare opportunamente i lavoratori addetti al primo soccorso, articolando in funzione delle dimensioni e dei rischi aziendali differenti percorsi didattici per la formazione che ricomprende sia una parte teorica che una parte di esercitazioni pratiche. Un’attività, questa, di fondamentale importanza e che presuppone un’adeguata preparazione dei lavoratori incaricati a ricoprire l’incarico.
In italiano "Analisi dei Pericoli e Punti di Controllo Critici”; è un insieme di procedure dedicate a prevenire le possibili contaminazioni degli alimenti.
Concepito dalla NASA negli anni sessanta con i progetti Apollo come procedura per contrastare i rischi di possibili intossicazioni, infezioni e tossinfezioni, è stato riconosciuto ufficialmente vent’anni dopo dall’O.M.S. come vero e proprio “Metodo”.
Il sistema HACCP oggi è un vero pilastro nel campo alimentare stabilendo requisiti e principi per il monitoraggio dei punti di lavorazione degli alimenti.
Tra i principi quello formativo è il principale, richiedendo obbligatoriamente per tutti gli operatori del settore alimentare una specifica formazione al fine di acquisire consapevolezza per l’adozione di comportamenti efficaci a tutela della sicurezza degli alimenti, e sviluppare necessarie competenze.
Il Regolamento Generale per la Protezione dei Dati (GDPR) n. 679/2016 è la normativa Europea di riferimento in materia di protezione dei dati.
Entrato in vigore il 24 maggio 2016 è diventato operativo a due anni di distanza il 25 maggio 2018, purtuttavia non abrogando automaticamente le normative di riferimento in essere in ogni paese Europeo (in Italia il D.Lgs. 196/2003 “Codice della Privacy” ), ma solo le disposizioni contenute nei singoli disposti legislativi in contrasto con lo stesso.
Il nuovo approccio passa quindi da una accezione prevalentemente negativa (privacy = ius excludendi) ad un concetto inclusivo estendendo la tutela oltre la sfera della vita privata e nelle relazioni sociali (protezione dei dati), e stabilendo novità rilevanti che spaziano dall’istituzione di nuove figure come il DPO (Responsabile della Protezione dei Dati), all’obbligo della nomina del Responsabile Esterno del Trattamento, dall’introduzione del diritto all’Oblio il cosiddetto diritto ad essere dimenticati (The Right to be Forgotten) a quello del Registro dei Trattamenti e tantissimo altro ancora.
Risulta quindi importante avere gli strumenti conoscitivi di base per poter affrontare la materia, quello che un corso di Formazione adeguatamente declinato per Incaricati, Responsabili e Titolari del Trattamento dei Dati può fornire.
Cum = Con e munire = legare, costruire.
La comunicazione è lo strumento attraverso cui creiamo, manteniamo e sviluppiamo le relazioni interpersonali.
In ogni parte del sistema sociale, economico e culturale la comunicazione è presente e coinvolge istituzioni, aziende, enti e ambienti.
Che sia comunicazione digitale (verbale) o analogica (non verbale) ... che gli scambi di comunicazione possano essere complementari (basati sulle differenze e sulla subordinazione) oppure simmetrici (basati sull’uguaglianza nei rapporti paritari), la comunicazione permea comunque in ogni momento la vita di tutti noi.
Padroneggiare l’arte oratoria nell’odierna «Società della Comunicazione» ha assunto sempre più importanza in ogni campo ed a ogni livello per informare, insegnare, convincere, motivare … sempre più riunioni, seminari, corsi, convention …
Tuttavia spesso chi si trova a parlare in pubblico può fare affidamento quasi esclusivamente sulle proprie capacità personali, sulla conoscenza e padronanza dell’argomento, ma non sulle tecniche di comunicazione che potrebbero agevolarlo.
Perché non esistono a priori argomenti o materie noiose ma oratori monotoni che non conoscono le tecniche di comunicazione.
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